Smettere

Scorre il tempo

Ma le risposte no

Il presente, imponente,

m’osserva mentre il panico

mi taglia il petto.

Il cielo di vento meraviglioso

Negli occhi

Come se la libertà

Non sia altro che

Smettere

 

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Animaletto

Che poi pensaci, le contraddizioni sono il tuo più grande elemento. Da un lato un bambino impaurito e sincero , che non riesce a fare del male a provocare dolore. Dall’altro un animale speciale che sfreccia fra frizioni, leggi sociali e sguardi.

Ed ancora. Un animaletto solitario e silenzioso da un lato ( pronto ad imbracciare i propri libri e vivere lontano ) , dall’altra parte un leone mostruoso che vive in mezzo alla gente, nell’erba alta. Pronto a mordere e ammazzare una preda per conquistare la fama del branco.

Delle facce di una medaglia che non sembra la stessa. L’umano è anche questo , puro contrasto ed emozioni contrastanti ma alla domanda, così inutile quanto necessaria , ‘ Chi sono veramente ‘ la risposta manca. Ho fa finta di mancare.

Sudore

Ero in macchina durante il tratto che affaccia sul mare, quando vedo D in tutina da corsa, fascia rossa fra i capelli ed un viso distrutto.
‘Ma che cazzo combini?’ mi ero fermato
‘uff.. Uff ho finito ora di correre” breve pausa “È stata una pessima scelta” per poi scoppiare in una grossa risata.
D è un mio caro amico da tantissimo tempo ma non lo avevo mai visto correre per sport. A volte capitava che per rubare una mela al fruttivendolo dovesse scappare via per vicoli e viuzze ma   arrivare a decidere di sua spontanea volontà e senza alcun motivo di andare a correre mi straniva. Non gli era mai interessato il fitness o la cura del corpo (fumava un sacco). Con queste perplessità nella testa non potei far altro che dargli un passaggio.

Dopo 10 minuti a parlottare di cose varie e futili, decisi che dovevo informarmi di più su questa corsa durata ore.
“Sai come sono, ho un’idea fissa in mente e devo portarla a termine. Oggi eraa corsa. Grosso sbaglio, amico”
“a me pare comunque strano, tutto bene a casa?”
D non si era mai interessato né alle donne tanto meno agli uomini quindi l’unico elemento che poteva renderlo stranl, in questa maniera, era la sua famiglia.
Mi disse che andava tutto bene ma fu strano. Per un paio di secondi staccai gli occhi dal manubrio e lo fissai. Braccio appoggiato al finestrino, completamente aperto, occhi chiusi e faccia tesa
Un viso così inusuale per D. Quando mossi gli occhi nulla cambió per altri 20 minuti. Poi quando arrivammo molto vicini a casa di D, lui aprì gli occhi
“C’è una coda divertente nel sudore”
Uscì fuori una piccola risata “cosa?”
“Quando sudi vuol dire che hai compiuto uno sforzo. In un certo senso hai sofferto ed ora come risultato ti ritrovi questo liquido appiccicoso su tutto il corpo. Però ti basta entrare in una macchina, metterti al finestrino e senti quel vento forte che ti piomba in viso”
Non riuscivo a mantenere gli occhi sulla strada, volevo abbinare un naso, uno sguardo, delle guance a quelle parole ma continuavo in silenzio ad ascoltarlo.
“Quel vento che ti dà un sollievo incredibile, che è ancor più incredibile grazie a quel terribile sudore. Senza il sudore non sarebbe così bello” nel silenzio chiuse gli occhi, alcuni minuti dopo lo riportai a casa e ci salutammo come sempre, una pacca sulla spalla.
Due giorni dopo tramite i miei genitori, molto amici dei genitori di D, venni a sapere che sua madre aveva scoperto da poco di avere delle metastasi nei polmoni. Non ci sarebbe stato un finale felice. Solo dopo due giorni le cose divennero chiare.

Foglie

La testa dentro un mare di foglie e lo sguardo , alto , cerca di interpretare la luce. Gli occhi infastiditi cercano verità indecifrabili mentre gli occhi aperti , iniziano a chiudersi. Un viso di bambino appare a i miei occhi , sorride. Non c’è nulla di male , mi sussurra , qui tutti ti vogliono bene.

Il viso di colpo scompare e le foglie ingialliscono. Ottomila anni a guardare la luce del sole senza una parola detta e poi una bimba, innocente, scioglie il silenzio e la calma con affermazioni profondo ma dette con semplicità.
Tutti ti vogliono bene ,ha detto. Ricordo persino il timbro e quegli occhioni marroni che mi fissano con bontà. Sembrava quasi che qualcun altro avesse detto quelle parole alla bimba e le avesse detto “ vai da quel tipo là  e digli queste frasi” .

Piango al pensiero di aver perso tempo. Mentre continuo ad abbracciare le foglie i pensieri non sono più controllabile. Quelle parole così innocenti e semplici sono diventate dei magneti che attraggono qualsiasi mia forma di concentrazione.
Riesco semplicemente a sentire un senso di perdizione , come se avessi sprecato questi ottomila anni. Poi mi ripeto che ne avevo bisogno.

Ma forse , solo dopo ore , capisco che avevo sentito delle parole così belle. Belle perché esterne. Belle perché più vive di queste foglie che mi circondano.

Decido di alzarmi e come un eco le parole della bimba ritornano alla mia mente , offuscate dalle settimane ormai passate.

Tutti ti vogliono bene, ha detto. Non era una verità , una bugia ma riuscì a creare un dubbio , a smuovermi.

Compirò il mio salto solo per comprendere a pieno queste parole. Ma forse non sarà la destinazione a dare senso alla mia vita ma questo viaggio in cui quelle parole non sono né una verità , né una bugia. Dubbioso riprendo il mio cammino.

La morte

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

La morte non esiste senza dei cari che piangono e ti ricordano

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

Ricordo la morte in una stanza.  Due figure , Figlia e Madre, ferme ed immobili. Statue di cera piangenti

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

Un salotto si trasforma in un cimitero. Le pareti perdono colore e la luce del sole scappa lontano , lasciando le due figure nell’ombra. Immobili

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

Il morto , sepolto sotto metri di terra, non sospirava come le due figure che , invece , soffrivano come statue di bronzo sotto metri e metri di acqua

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

E poi  un giorno , dopo tanti giorni, quelle due figure si muovono. Un nuovo giorno è sorto ed il sole ritorna alle loro retine come un vecchio amico partito per l’America e poi ritornato

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

Sono passati gli anni , quando si parla di lui la tenerezza e la nostalgia prende il sopravvento. Che sia questo l’amore?

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

La morte esiste nel riflesso delle altre persone.

 

Rumore

 

Ad Ada

‘Quando leggerai questa lettera io sarò già in Brasile.
Lo so , ne ho fatta un’altra delle mie. Cercherò di spiegarti il perché , anche se so che non comprenderai i veri motivi forse perché nemmeno io so disegnarne i contorni a perfezione.
Meriti però di sapere.
Il mondo corre troppo velocemente per me. Lo è sempre stato . Intorno a me i miei coetanei, sin da quando ero piccolo , erano sempre avanti a me. Riuscivano a compiere una serie di atti ed azioni che mi son sempre state impossibili.

Dicevo. Il mondo corre troppo velocemente ed io mi sento sempre l’ultimo della fila. E’ come essere continuamente ubriachi. La mattina quando mi sveglio ed entro nel mio ufficio sento sempre che qualcosa non va per il verso giusto, le giornate vanno avanti ma io sono immobile ed inerme. Guardo il mondo sfrecciarmi davanti ed ogni momento perde di significato come se lo stesse vivendo un fantoccio e non io. Ho un peso sulla testa. E’ così pressante , ogni giorno lo diventa sempre più. Ho iniziato pian piano a stufarmi di tutto. Persino la musica nelle cuffiette sembra una prigione oramai o solo altro rumore che si unisce a quello di questa città. Ho un bisogno viscerale che non riesco a vedere limpidamente. Vorrei solo che quel ronzio pressante finisse, è atroce vivere in questo modo. Sarebbe bello poterti portare nei miei sogni e farti comprendere ogni angolo e lato di questo luogo che immagino. Un luogo verde e blu , dove i palazzi ed il fumo delle macchine non mi circonda ogni secondo. Non riesco a spiegarti questo luogo se non così.

Quando ero piccolo c’era una vecchia casa in cui passavo le vacanze , era dei miei nonni. Quando la mattina verso le sette mi svegliavo ed i miei genitori ronfavano , sgattaiolavo dalla casa e mi incamminavo in un breve sentiero che portava al mare. Guardavo il mare , seduto sulla sabbia fredda fra bottiglie di plastiche e rametti marci. Poi chiudevo gli occhi e sorridevo , senza sforzo e senza motivo. Penso di non essere più felice come lo ero allora. E’ stato una lunga discesa. Una discesa che mi ha portato qui, in questo preciso luogo , a questa precisa scelta. Non ho mai sentito addosso questa sensazione come ora. E’ come se tutte le azioni di questi ultimi dieci anni, mi abbiano portato davanti a questa precisa scelta. Lo so , sembra banale e questa lettera è così vaga ed imprecisa. MI conosci , sai che non avrei potuto spiegarmi meglio io che non riesco mai a spiegarmi agli altri. E’ come se avessi un paradiso nella testa ma un muro mi tiene fuori , insieme alle altre persone ma gli altri , invece, portano avanti le loro vite mentre io , in punta di piedi , cerco di vedere oltre questo scuro muro.

Domani partirò in Brasile , dovrò fare un anno di volontariato con un’associazione benefica italiana. Non so come sarà e non so cosa farò al mio ritorno e se ci sarà un vero e proprio ritorno ma voglio cercare di respirare.

Lo devo a quel bimbo dagli occhi marroni che davanti al mare si sentiva vivo.’